Che acqua bere?

 costi e sprechi delle acque il bottiglia

eccesso di bottiglie di acquaUn metro cubo di acqua minerale costa più del doppio di un metro cubo di petrolio e circa mille volte di più dell'acqua di rubinetto. 

In più il consumatore non sa cosa contiene, perché l'etichetta è incompleta, i controlli sono scarsi e costa poco estrarla. Una specie di pietra filosofale per gli imprenditori del settore, finché i consumatori saranno così sprovveduti ...

(Fonte: A.I.A.B. -  Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica)

Oggigiorno, guardando la legislazione vigente, la domanda “che acqua bere” non dovrebbe essere nemmeno formulata in quanto la risposta sarebbe unica:
"perché acquistare un acqua che non offre nulla in più rispetto all'acqua potabile, che contiene sostanze indesiderate e che costa ben 1000 volte di più?"

Bere acqua minerale in effetti non ha senso dal punto di vista ecologico: dall'imbottigliamento all'imballaggio, il percorso di una bottiglia è un ingente spreco di energia e un consistente danno per l‘ambiente. 

Inoltre,  perché un‘acqua possa essere definita "Acqua minerale naturale“ essa deve essere ricavata, da sorgenti naturali o falde acquifere sotterranee con particolare cura. Essa deve presentare un‘origine geologica particolare ed un contenuto di minerale costante.

All‘acqua minerale naturale non possono essere aggiunti o sottratti minerali. E‘ invece possibile effettuare aggiunte o sottrazioni di biossido di carbonio (anidride carbonica).

Per questo motivo spesso sono disponibili tre versioni pro-venienti dalla stessa sorgente: la versione non gassata (senza anidride carbonica), quella leggermente frizzante e quella molto frizzante (con molta anidride carbonica). Le acque minerali di sorgenti diverse si differenziano principalmente per il diverso contenuto di minerali.

Il caos delle etichette ...

Molte volte sulle etichette delle acque minerali vengono elencati dieci o più minerali. 

Questo eccesso di informazioni invece di informare i consumatori li confonde in quanto solo il calcio (Ca), il magnesio (Mg) e il fluoruro (F) sono presenti nelle acque minerali in quantità tali da avere un effetto positivo sulla salute. Significative sono inoltre le indicazioni relative al sodio (pericoloso in quantità elevate) e quelle relative al nitrato (attenzione alle elevate concentrazioni).

Da evitare sono anche le etichette che indicato esclusivamente il contenuto complessivo di minerali in quanto, di per sé, non dice nulla di significativo, e potrebbe essere elevato solo a causa di un indesiderato elevato contenuto di sodio; avrebbe senso invece indicare solo i più importanti minerali con l‘avvertenza che elevati contenuti di calcio e magnesio sono nutrizionalmente importanti.

Parliamo dei prezzi...

l‘Associazione per la Difesa dei Consumatori ha confrontato quelli delle acque minerali e calcolato un’enorme differenza non assolutamente giustificata a livello qualitativo, al contrario esistono acque minerali molto economiche che hanno una qualità nettamente superiore a quelle di altre molto più care e ben più della metà delle acque minerali analizzate non presentano un contenuto di minerali migliore rispetto a quello dell‘acqua potabile del rubinetto.

uno sguardo al contenitore ... 

Analogo discorso vale per il PET (polietilene tereftato) che sembra rilasci aldeidi nelle acque minerali. A conferma di ciò si noti come su ogni bottiglia in PET compaia la raccomandazione di "conservare lontano da fonti di calore ed al riparo dalla luce solare". È però sicuramente meno tossico rispetto al PVC e per questo lo sta sostituendo. 

Le statistiche hanno stimano che ogni anno si consumano 12 miliardi di litri di acqua in bottiglia e prodotte 200.000 tonnellate di rifiuti plastici da smaltire. 

Ricordiamo che le plastiche occupano circa il 30% di volume in più in discarica rispetto agli altri rifiuti e che, se incenerite, generano sostanze tossiche.

Il vetro, completamente atossico, sarebbe la soluzione per le acque minerali acquistate in bottiglia, ma l'uso di questo materiale sta diminuendo (vedi tabella )

Quale contenitore utilizzare?

 
materiale
acqua minerale
succhi frutta
soft drinks ed altro
Vetro
22
44
12
Plastica
77
-
70
Alluminio
-
2
12
Brik
1
53
3
Altro (distributori automatici)
-
1
3

 

Facile vedere come da un semplice gesto come bere un sorso d’acqua derivino pericolose conseguenze, che vanno ad incidere sulla nostra salute, sulle nostre tasche, e sulle tasche degli altri. 

E’ stimato che Intorno alle acque minerali infatti si muova un giro d´affari di più di 2500 miliardi di euro all´anno.

Gli italiani sono il popolo europeo che consuma più acqua minerale, con 11 miliardi circa di litri di acqua, e una media di 160 litri a testa. E il consumo è in costante aumento. 

Insieme all’aumento dei consumi, si assiste anche a altri fenomeni tra cui l’aumento del numero delle marche, (cresciute costantemente dalle 266 del 1999 fino alle 300 del 2001) .

Di contro le unità produttive continuano a calare: i quasi 2000 milioni di euro del 2003 sono affluiti soprattutto nelle casse delle 5 aziende che controllano da sole il 70% del mercato: Nestlè, Danone, San Benedetto, Uliveto e Rocchetta. 

Da dove viene presa l’acqua, poi imbottigliata? Dal sottosuolo italiano. 

Lo sfruttamento del sottosuolo, anche per l´acqua, è tuttora regolato da un Regio Decreto del 1927 che, tra le altre cose, calcolava il prezzo dovuto allo stato per lo sfruttamento di un bacino non in base ai litri d´acqua presenti, ma alla superficie. Il risultato per le casse dello Stato (o meglio, delle Regioni) è desolante. Per fare qualche esempio, la Ferrarelle paga alla Campania 506 euro all´anno; la San Benedetto all´Abruzzo 555. A confronto appare quasi favolosa la cifra di 21.000 euro che la Sardegna riceve dalle tante piccole aziende che sfruttano le sue fonti.

Da non dimenticare che le Regioni si sobbarcano tutte le spese di controllo e di smaltimento dei rifiuti: basta ricordare che solo lo smaltimento della plastica delle bottiglie è costato alla Lombardia nel 2001 una cifra tra i 45 e i 50 miliardi. 

 

 

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