Acqua all’arsenico

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Livelli ancora troppo alti

I dati dello studio dell’Istituto Superiore di Sanità denunciano ancora una volta l’allarme arsenico; su un campione di 269 persone sane, residenti nelle aree a rischio del viterbese, il livello di arsenico è il doppio rispetto alla media, e maggiori concentrazioni sono state riscontrate nei bambini. A rischio è anche la catena alimentare, poiché i livelli di arsenico nel pane se pur non dannosi sono decisamente troppo alti.
Leggi l’articolo del TG1 -  Leggi l’articolo di SkyTg24

Nella nota informativa dell’ Istituto Superiore della Sanità sui provvedimenti di limitazioni dell’uso di acque destinate a consumo umano, con contenuti di arsenico e fluoro non conformi ai requisiti del Decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31, e s.m.i. nei territori interessati da deroghe, vengono espressi i divieti e le limitazioni d’uso.
Tenendo conto delle valutazioni del rischio espresse con evidenze scientifiche, Istituto Superiore della Sanità raccomanda secondo i “principi di precauzione”, di garantire un’esposizione limitata a concentrazioni superiori ai valori di parametro per quanto riguarda tutte le acque ad uso alimentare e adoperarsi nella situazione di emergenza attraverso l'adozione di tutte le necessarie ed urgenti iniziative volte a rimuovere le situazioni di pericolo.

Gli attuali progetti mirati alla risoluzione del problema, hanno focalizzato l’attenzione sulla totalità di acqua distribuita in rete, attraverso grandi impianti centralizzati di dearsenificazione.
Queste opere oltre a risultare estremamente dispendiose, stanno richiedendo dei tempi di realizzazione superiori alle tempistiche di progetto di fine lavori, causando probabili sanzioni da parte dell’Europa (lo scorso 31 dicembre’12 è scaduta la terza deroga europea che consentiva di erogare acqua con livelli di arsenico superiori a dieci microgrammi per litro).
Ipotizzando che la realizzazione di questi colossi venga portata a termine, rimane comunque il problema della complicata gestione e conduzione, che implicherà un impegno economico significativo per le realtà locali.
Nel caso sopracitato, trattando indiscriminatamente tutta l’acqua della rete, quindi anche quella ad uso sanitario, civile, industriale fino a quella utilizzata per annaffiare il giardino o lavare l’auto, si verifica uno spreco di risorse insensato.
Per ovviare il trattamento di grandi volumi di acqua, alcuni comuni hanno sperimentato l’applicazione delle “Casette dell’acqua” collocate nelle piazze. Come è evidente, anche questa proposta risulta di scarso valore pratico, poiché i cittadini sono obbligati a doversi mobilitare per l’approvvigionamento e l’aspetto igienico inoltre risulta compromesso poiché non ci sono garanzie sulle modalità di conservazione.
Riteniamo più logico, semplice nonché economico gestire il problema trattando esclusivamente l’acqua di uso alimentare e direttamente alle utenze.
Da questa considerazione nasce il nostro sistema monouso dearsenificatore BlueWaterSystem-D.
Studiato e progettato per essere impiegato in ambiente domestico risponde perfettamente alle specifiche richieste.

Testato in laboratorio su impianti pilota ha dimostrato di avere un’efficacia di abbattimento dell’arsenico al 100%, partendo da una concentrazione media di 25 - 30 μg/l sull'acqua trattata, senza modificare le proprietà organolettiche dell’acqua.
Dall'applicazione di modelli matematici, il BlueWaterSystem-D (BWS-D) combinato con il sistema BlueWaterSystem-A (BWS-A) di microfiltrazione e SorgenteMia dimostrano un’autonomia di 5000 litri di acqua trattata, pari a un volume più che sufficiente per una famiglia media di quattro persone in un anno.

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