Parametri Chimico-Fisici 2

Tabella “C” (DPR236/88)

Troviamo 24 parametri, alcuni dei quali oltre certi limiti sono indesiderabili, mentre altri oltre certi limiti diventano tossici.
Si ricorda che variazioni considerevoli della concentrazione di alcuni parametri, quali: sostanze organiche, azoto proteico, nitriti, fosfiti e anche ammoniaca e nitrati, segnalando la possibilità di una avvenuta contaminazione.

 

Parametri

Espressione dei risultati

Valori- guida (VG)

Concentrazio ne massima ammissibile (CMA)

Osservazioni

20

Nitrati

mg/l NO3

5

50

-

21

Nitriti

mg/l NO2

-

0,1

-

22

Ammoniaca

mg/l NH4

0,05

0,5

(2)

23

Azoto 
Kjedahl (esclusi N di NO2e NO3)

mg/l N

-

1

-

24

Ossidabilità

mg/l O2

0,5

5 -

-

25

Carbonio organico totale (TOC)

µg/l C

-

-

Per memoria.

26

Idrogeno solforato

µg/l H2S

-

Non rilevabile organolettica- mente

-

27

Sostanze estraibili con cloroformio

Residuo secco 
mg/l

0,1

-

-

28

Idrocarburi disciolti o emu lsionati (dopo estrazione con etere); oli minerali

µg/l

-

10

-

29

Fenoli (indice fenoli)

µg/l C6H5OH

-

0,5

Esclusi i fenoli naturali che non reagiscono al cloro.

30

Boro

µg/l B

1000

-

-

31

Tensioattivi: 
-anionici (MBAS) 

µg/l (laurilsolfato)

-

200

-

 

-non ionici

µg/l (nonilfenolo)

-

-

Per memoria.

32

Composti organoaloge nati che non rientrano nel parametro n.55

µg/l

1

30

La concentrazione in organo-alogenati deve essere nella misura del possibile ridotta. La CMA deve essere applicata entro l’8 maggio 1991. 

33

Ferro

µg/l Fe

50

200

(2)

34

Manganese

µg/l Mn

20

0,05

(2)

35

Rame

µg/l Mn

100

1000

(2) La concentrazione massima ammissibile non deve superare il valore di 3000 dopo 16 ore di ristagno, ma solo per i primi 10 giorni di servizio di tubazioni in rame nuove.

36

Zinco

µg/l Zn

100

3000

(2)

37

Fosforo

µg/l P2O5

400

5000

-

38

Fluoro

µg/l F

-

1500-700

CMA variabile secondo la temperatura media dell’aria (da 8 fino a 30°C) nella zona geografica considerata.

39

Cobalto

µg/l Co

-

-

Per memoria.

40

Materie in sospensione

-

Assenza

-

-

41

Cloro residuo libero

mg/l

-

-

Qualora sia necessario un trattamento di clorazione dell’acqua è consigliabile che, al punto di messa a disposizione dell’utente, nell’acqua si abbia un valore di 0,2 mg/l di cloro. 

42

Bario

µg/l Ba

-

-

-

43

Argento

µg/l Ag

-

10

In caso di impiego eccezionale e non sistematico dell’argento, per il trattamento delle acque, può essere ammesso un valore CMA di 80 mg/l. 

NITRATI
(Parametro n° 7 nel D.Lgs. 152/99 e n°20 nel D.P.R. 236/88)


Sono i sali dell’acido nitrico formati attraverso un processo di ossidazione completa dell’ammoniaca ad opera dei microrganismi, attraverso la formazione del prodotto intermedio rappresentato dai nitrati. Un eccesso di nitrati è tossico perché provoca metaemoglobinemia nei lattanti (malattia non riscontrata negli adulti). Altro pericolo derivante dalla loro assunzione è la possibile formazione delle nitrosammine alle quali viene attribuita una azione cancerogena, mutagena e teratogena.
Non è possibile eliminarli dall’acqua con i tradizionali sistemi di trattamento.
L’O.M.S. pone i nitrati come costituenti minerali importanti sul piano sanitario e ne raccomanda un valore indicativo di 10mg/l.

NITRITI
(Parametro n° 21 nel D.P.R. 236/88)

Sono sali dell’acido nitroso, si formano per riduzione dei nitrati o per ossigenazione dell’ammoniaca ad opera di microrganismi rappresentando un prodotto intermedio del processo di nitrificazione. Nelle acque ben ossigenate sono trasformate in nitrati mentre in ambiente anaerobico sono ridotti in nitriti.
E’ un valore che indica il livello di inquinamento delle acque.
L’O.M.S. afferma che i nitriti associati ai nitrati aumentano i disturbi dovuti alla metaemoglobinemia, per cui occorre adottare per lo ione nitrite inferiore a quello dei nitrati. I nitriti, come i nitrati, possono causare la formazione delle nitrosammine. L’O.M.S. pone i nitriti nell’elenco dei composti chimici interessanti sul piano sanitario non fissandone però un valore guida nelle acque potabili.

AMMONIACA
(Parametro n° 39 nel D.Lgs. 152/99, allegato n°2, sezione A)

E’ presente nell’acqua sottoforma di composto dell’azoto con l’idrogeno e reagisce con essa dando luogo a ioni ammonio. Per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico per uso potabile, oltre a provocare al formazione di microrganismi e la corrosione delle condutture, interferisce nel processo di colorazione perché determina elevata richiesta di cloro e tempi lunghi per giungere a una clorazione sufficiente.

AZOTO KJELDAHL (elusi n di NO2 e NO3)
(Parametro n° 38 nel D.Lgs. 152/99 e n°23 nel D.P.R. 236/88)

L’azoto kjeldahl non rappresenta la totalità dell’azoto ma solamente l’insieme delle sue forme ridotte organiche ed ammoniacali.
In questi ultimi anni vi è stato un sensibile aumento della presenza dell’azoto nelle acque superficiali e sotterranee.

OSSIDABILITÀ
(Parametro n°24 nel D.P.R. 236/88)

Il metodo consiste nel determinare la quantità di permanganato di potassio consumata, i risultati vengono espressi in mg di ossigeno per litro, e tali valori possono essere comparti con quelli del carbonio organico totale.

CARBONIO ORGANICO TOTALE TOC
(Parametro n° 41 e n°42 nel D.Lgs. 152/99 e n°25 nel D.P.R. 236/88)

Parametro basato sulla misura della quantità di Co2 risultante dall’ossidazione catalitica condotta in correnti di ossigeno puro a 950°C. Nel D.Lgs 152/99 è riportato che il parametro deve essere determinato dopo flocculazione e filtrazione su membrana da 5µ. Attravers0 tale misura si controlla il variare delle caratteristiche dell’acqua poiché ne riflette in larga misura la concentrazione delle sostanze organiche di origine sia industriale che naturale, variabili in funzione delle stagioni e della portata dei corsi d’acqua. Sia il D.P.R. 236/88 sia la direttiva CEE non prescrivono per il TOC alcun valore.

IDROGENO SULFORATO (ACIDO SOFIDRICO o SOLFURO DI IDROGENO)
(Parametro n° 26 nel D.P.R. 236/88)

Gas tossico infiammabile, solubile in acqua ben ossigenata dove forma solfati, l’O.M.S. non ne fissa alcun valore perché il cattivo sapore e odore che questi impartisce all’acqua lo rendono imbevibile.

SOSTANZE ESTRAIBILI CON CLOROFORMIO
(Parametro n° 40 nel D.Lgs. 152/99 e )

Sono tutte sostanze che hanno in comune la loro solubilità nel cloroformio, non potendo, con questo metodo identificare la natura delle sostanze estratte diventa estremamente difficile esprimere un giudizio sugli eventuali rischi connessi alla loro presenza nell’acqua. Normalmente in presenza di quantità apprezzabili di sostanze estraibili con cloroformio, si verificano modifiche organolettiche dell’acqua, variazioni dell’equilibrio delle biocenesi e rallentamento dell’auto depurazione.


IDROCARBURI DISCIOLTI E EMULSIONATI (DOPO ESTRAZIONE CON ETERE)
OLI MINERALI
(Parametro n° 32 nel D.Lgs. 152/99 e n°28 nel D.P.R. 236/88)

L’estratto etereo consente di misurare la quantità di sostanze oleose solubili in etere di petrolio, ed estraibili, mediante questo solvente, dal campione di acqua in esame.
Per sostanze oleose si comprendono diverse classi di idrocarburi e i loro derivati presenti nell’acqua sottoforma di emulsione o dispersione superficiale, si deve perciò intendere in questo indice la determinazione sia delle sostanze oleose di origine animale o vegetale che di quelle di origine minerale.

FENOLI (INDICE FENOLI)
(Parametro n° 31 nel D.Lgs. 152/99 e n°29 nel D.P.R. 236/88)

I fenoli rappresentano un serio problema per l’approvvigionamento idropotabile in quanto reagendo con il cloro usato per la disinfezione delle reti idriche, danno origine a cloro fenoli, che conferiscono all’acqua potabile un sapore molto sgradevole anche concentrazioni di 1g/l sono già percepibili dall’utente.
L’O.M.S. raccomanda per particolari clorofenoli (pentaclorofenolo e 2,4,6- triclorofenolo), valori guida pari a 10 ug/l)


BORO
(Parametro n° 14 nel D.Lgs. 152/99 e n°30 nel D.P.R. 236/88)


Il boro è un elemento chimico presente in forma minerale in concentrazioni ridotte sulla crosta terrestre. E’ estremamente difficile che la concentrazione di boro nell’acqua potabile possa raggiungere valori tossici per l’uomo, perché solo l’assunzione di notevoli quantità può avere effetti sul sistema nervoso centrale.

TENSIOATTIVI ANIONICI (MBAS) NON IONICI
(Parametro n° 29 nel D.Lgs. 152/99 e n°29 nel D.P.R. 236/88)

Sostanze di sintesi non presenti in natura costituenti la componente attiva dei detergenti utilizzati nel lavaggio e nella pulizia. 
Tensioattivi anionici: si dissociano in soluzione acquosa formando ioni carichi negativamente (anioni) responsabili della tensioattività.
sono il gruppo dei tensioattivi più comunemente utilizzato.
In molti paesi questi detergenti persistenti sono stati rimpiazzati da composti più facilmente biodegradabili.
Tensioattivi non ionici: non danno ioni in soluzione acquosa i tensioattivi conferiscono all’acqua potabile odori sgradevoli e formano schiuma. l’O.M.S. pone il parametro detergenti fra i costituenti chimici capaci di influire sulla qualità organolettica dell’acqua potabile, non fissandone però alcun valore guida.

COMPOSTI ORGANOALOGENATI (eccetto gli antiparassitari e prodotti assimilabili)
(Parametro n°32 nel D.P.R. 236/88)

Sono composti organici aventi nella loro molecola almeno un atomo di alogeno ( cloro, bromo, iodio, fluoro): alcuni di questi vengono spesso definiti, anche se in modo improprio, solventi organici clorurati. Le cause della contaminazione dell’acqua da parte dei composti organoalogenati, possono essere dirette o indirette. 
Le cause dirette sono da addebitarsi al crescente impiego di composti clorurati, sia nel campo civile che industriale.
Le cause indirette sono dovute alla formazione di questi composti a seguito della clorazione dei composti organici presenti nelle acque.
Risulta quindi, considerati gli svariati impieghi del cloro attivo e l’ampio utilizzo della tecnica di clorazione nei processi di trattamento delle acque per uso potabile e nella bonifica delle acque di rifiuto domestiche e industriali si ha la formazione nello stesso ambiente acquatico, di notevole quantità di composti clorurati.
L’O.M.S. ha individuato per il cloroformio un valore guida pari a 30 ug/l.

FERRO
(Parametro n° 1 nel D.Lgs. 152/99 e n°33 nel D.P.R. 236/88)

Elemento chimico comune in molte rocce e suoli che nell’acqua è presente in forma bivalente (ferroso) e trivalente (ferrino). Il ferro è un elemento che, in tracce, risulta essenziale per la nutrizione dell’uomo, ma ingerito in eccesso il ferro viene prontamente eliminato; l’ingestione prolungata di grandi quantità può essere causa di emocromatosi. Già concentrazioni di 0,2 mg/l il ferro incrosta gli impianti idrici con depositi rosso-bruni e conferendo all’acqua stessa un sapore sgradevole. Concentrazioni di 0,3 mg/l creano inconvenienti negli unsi domestici provocando macchie al bucato e alle installazioni sanitarie. L’O.M.S. pone il parametro ferro tra i componenti chimici che possono modificare la proprietà organolettica dell’acqua potabile raccomandandone un valore guida di 0,3 mg/l.
Nelle reti di distribuzione le incrostazioni riducono progressivamente la portata delle acque favorendo la proliferazione dei ferro-batteri che sono microrganismi capaci ossidare il ferro e i l manganese, e formare rivestimenti vischiosi nelle reti idriche provocando notevoli danni.
Siccome il problema dei ferro-batteri si verifica quando la concentrazione del ferro è vicina a 0,3 mg/l, l’O.M.S. consiglia di mantenere nelle acqua un valore inferiore a suddetto limite.

MANGANESE
(Parametro n° 11 nel D.Lgs. 152/99 e n°34 nel D.P.R. 236/88)

Elemento abbondante in natura ed essenziale per l’uomo. Solo dosi elevate e prolungate di manganese possono causare nell’uomo forme di avvelenamento e polmonite. a concentrazioni superiori a 0,15 mg/l il manganese conferisce sapori sgradevoli all’acqua. L’O.M.S. pone il manganese tra i costituenti chimici che possono modificare il carattere organolettico dell’acqua potabile raccomandandone un valore indicativo di 0,1 mg/l.

RAME
(Parametro n° 12 nel D.Lgs. 152/99 e n°35 nel D.P.R. 236/88)

Elemento chimico abbondante nella crosta terrestre ed essenziale per il metabolismo dell’uomo, è generalmente considerato non tossico alle concentrazioni raccomandate per l’acqua potabile. A concentrazioni superiori a 3mg/l conferisce all’acqua un sapore amaro e astringente. L’O.M.S. pone il parametro rame tra i costituenti chimici che possono modificare la qualità organolettica dell’acqua, raccomandandone un valore indicativo di 1mg/l.

ZINCO
(Parametro n° 13 nel D.Lgs. 152/99 e n°36 nel D.P.R. 236/88)

Elemento chimico presente nella crosta terrestre e nelle acque minerali, è essenziale per il metabolismo umano che lo assume principalmente dagli alimenti. L’assunzione giornaliera media di zinco varia dai 4 ai 10 mg anche se concentrazioni superiori a 40mg/l nell’acqua non sembra abbiano effetti sulla salute umana. L’O.M.S. pone il parametro zinco tra i costituenti chimici che possono modificare la qualità organolettica dell’acqua, raccomandandone un valore indicativo di 5mg/l.

FOSFORO
(Parametro n° 30 nel D.Lgs. 152/99 e n°37 nel D.P.R. 236/88)

Elemento chimico presente nelle acque naturali sotto varie forme. Se assunto in concentrazioni superiori a 100 ug/l può andare a interferire don i processi di coagulazione impiegati nella potabilizzazione delle acque.

FLUORO
(Parametro n° 8 nel D.Lgs. 152/99 e n°37 nel D.P.R. 236/88)

Deriva dal riscaldamento ad alta temperatura di minerali, argilla, o aeriformi contenenti fluoro, le acque naturali possono contenere fluoruri in concentrazioni variabili. Nonostante sia presente in numerosi alimenti la fonte più importante di approvigionamento per l’uomo resta sempre l’acqua potabile, un eccesso di questo elemento nell’alimentazione causa gravi alterazioni a carico dei denti, delle ossa e della tiroide.
L’O.M.S. pone il parametro fluoro tra i costituenti chimici che possono modificare la qualità organolettica dell’acqua, raccomandandone un valore indicativo di 1,5mg/l.

COBALTO
(Parametro n°39 nel D.P.R. 236/88)

E’ presente in natura in piccole quantità ed ha una concentrazione nelle acque naturali nulla o inferiore a 10µg/l. Agisce sul sistema neuro vegetativo e su quello cardiovascolare.

MATERIE IN SOSPENZIONE
(Parametro n° 3 nel D.Lgs. 152/99 e n°40 nel D.P.R. 236/88)

Solidi indisciolti costituiti da una vasta gamma di materiali di dimensioni ridotte, che tendono a galleggiare sulla superficie in base al loro peso specifico o mantenersi sospesi nella massa liquida. Conferiscono torbidità all’acqua.

CLORO RESIDUO LIBERO
(Parametro n°41 nel D.P.R. 236/88)

Indicativo della quantità di cloro disponibile come ossidante ed è usato non solo come tester dell’avvenuta clorazione ma anche come eventuale ulteriore disinfettante contro gli inquinamenti lungo la rete di distribuzione. La scomparsa improvvisa del cloro residuo libero indica che sostanze organiche sono penetrate nelle reti idriche o che il trattamento non è stato sufficiente. L’O.M.S. consiglia di mantenere alla distribuzione un cloro residuo libero di 0,2-0,5 mg/l, e di controllare ogni giorno che queste concentrazioni siano rispettate.
Un eccesso di cloro residuo libero causa odori e sapori sgradevoli e può irritare la pelle e le mucose.

BARIO
(Parametro n°42 nel D.P.R. 236/88)

Di metabolismo simile a quello del calcio, il bario si trova in natura sotto forma di solfato o di carbonato, la tossicità dei suoi Sali dipende dalla loro solubilità. i più tossici sono i cloruri, i nitrati e i carbonati.
La dose mortali cloruro di bario è di circa 1g, agisce sul muscolo cardiaco e sulle pareti vascolari.

ARGENTO
(Parametro n°43 nel D.P.R. 236/88)

Presente in natura solo in giacimenti localizzati, si ipotizza che possa causare effetti mutageni e cancerogeni. L’O.M.S pone l’argento tra i costituenti minerali importanti sul piano sanitario, ma non ne fissa un valore indicativo poiché solo dosi estremamente elevate possono causare intossicazioni mortali all’uomo (argirismo). Per le sue proprietà battericide è usato nei sistemi di condizionamento delle acque.

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