Parametri Chimico-Fisici 1

Costituenti chimici e parametri fisici utili

I parametri che seguono servono a  valutare le proprietà igieniche e alimentari, nonché a verificarne l’attitudine per gli usi domestici (per cucinare, lavare, ecc). Le concentrazioni variano evidentemente da acqua ad acqua in relazione con le caratteristiche naturali.

 

Parametri

Espressione dei risultati

Valori
guida (VG)

Concentrazione massima ammissibile (CMA)

Osservazioni

5

Temperatura

°C

12

25

-

6

Concentrazio ne di ioni idrogeno

pH

6,5<=pH pH=>8,5

-

L’acqua non dovrebbe essere aggressiva. I valori di pH non sono applicabili ad acque in recipienti chiusi. Valori massimi ammissibili: 6,0<=pH=>9,5.

7

Conducibilità elettrica

µS cm-1 a 20°C

400

-

In corrispondenza con la mineralizzazione delle acque. Valori corrispondenti alla resistività espressa in ohm/cm: 2500.

8

Cloruri

mg/l Cl

25

-

Concentrazione che è opportuno non superare: 200 mg/l.

9

Solfati

mg/l SO4

25

250

-

10

Silice

mg/l SiO2

100

-

Per memoria.

11

Calcio

mg/l Ca

-

-

-

12

Magnesio

mg/l Mg

30

50

-

13

Sodio

mg/l Na

20

175
(Con una percentuale di conformità del 90% calcolata sul totale dei risultati analitici di un periodo di riferimento di 3 anni) 150 (Con una percentuale di conformità dell’80% calcolata sul totale dei risultati analitici di un periodo di riferimento di 3 anni)

-

14

Potassio

mg/l K

10

-

-

15

Alluminio

mg/l Al

0,05

0,2

-

16

Durezza totale

-

-

-

Valori consigliati: da 15 a 50 °F

17

Residuo fisso

mg/l dopo essiccamento a 180°C

-

1500

-

18

Ossigeno disciolto

% di saturazione

-

-

Valore di saturazione superiore al 75% salvo per le acque sotterranee.

19

Anidride carbonica libera

mg/l CO2

-

-

L’acqua non dovrebbe essere aggressiva.

TEMPERATURA
(Parametro n°4 nel D.Lgs 152/99 e n°5 nel D.P.R. 236/88)

La temperatura dell’acqua influisce sia sulla gradevolezza al gusto, sia sull’efficacia dei trattamenti di potabilizzazione (un abbassamento della temperatura rende più difficile il proliferare dei batteri). Anche la formazione dei trialometani, durante la clorazione dell’acqua, aumenta con la temperatura oltre che la crescita microbica che ne altera il sapore, colore e odore.
L’O.M.S, anche in questo caso, pone il parametro temperatura tra i parametri fisici capaci di modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile senza raccomandarne un valore indicativo.

CONCENTRAZIONE DI IONI DI IDROGENO (PH)
(Parametro n° 1 nel D. Lgs. 152/99 e n°6 della tabella B e n°2 della tabella F nel D.P.R. 236/88)

Indica l’alcalinità e l’acidità dell’acqua senza indicarne gli acidi o alcali che la causano.
A un livello di PH 7 corrisponde la neutralità.
La regolazione del pH consente di controllare le corrosioni e incrostazioni nelle reti di distribuzione. E’ stato comprovato, infatti, che al diminuire del pH si ha un aumento della corrosione,mentre, con valori più alti, aumenta la frequenza delle incrostazioni.
Inoltre il pH influenza l’efficacia degli ipocloriti che con valori superiori a pH 8, diminuiscono l’azione disinfettante.

L’O.M.S, anche in questo caso, pone il parametro temperatura tra i parametri fisici capaci di modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile ponendo un valore guida di 6,5÷8,5
La C.M.A. prevista dalla normativa italiana è pari a 6<=pH <=9,5

CONDUCIBILITÀ
(Parametro n°5 nel D.Lgs 152/99 e n°7 nel D.P.R. 236/88)

La conducibilità consente rapidamente, con margini di approssimazione, una valutazione del processo di mineralizzazione dell’acqua.
La conducibilità elettrica nel controllo periodico dell’acqua potabile contribuisce a monitorare le variazioni delle concentrazioni dei minerali, in quanto attraverso una semplice rilevazione si possono trarre indicazioni importanti sull’andamento delle quantità dei minerali presenti nell’acqua potabile.

CLORURI
(Parametro n°28 nel D.Lgs 152/99 e n°8 nel D.P.R. 236/88)

Sono i sali dell’acido cloridirico, generalmente le acque dolci superficiali ne contengono circa 0,2 mg/l. Il fabbisogno giornaliero, soddisfatto soprattutto dagli alimenti salati, è di circa 6g al giorno. Inm acque con concentrazioni tra i 200 e 300mg/l, è possibile avvertire un gusto sgradevole ( soprattutto se associati a sodio, potassio e calcio), o si possono verificare disagi in soggetti ipertesi.
Concentrazioni alte in acque debolmente alcaline, favoriscono la corrosione della rete di distribuzione. Questi non si possono ridurre con trattamenti convenzionali.
L’O.M.S. inserisce i cloruri tra i costituenti chimici che possono modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile e ne raccomanda un valore guida 25mg/l.

SOLFATI 
(Parametro n°27 nel D.Lgs 152/99 e n°9 nel D.P.R. 236/88)

Sono i sali dell’acido solforico e sono presenti nelle acque naturali in concentrazioni che vanno da pochi mg/l a varie migliaia.
Se associati al magnesio, i solfati, esercitano irritazioni gastrointestinali con azioni purgative se superiori a i 1000mg/l.
Concentrazioni di 200-500 mg/l alterano il gusto dell’acqua e generalmente in concentrazioni elevate contribuiscono al degrado della rete di distribuzione.
I solfati non possono essere rimossi con i convenzionali trattamenti.
L’O.M.S. inserisce i solfati tra i parametri che possono modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile e ne raccomanda un valore guida di 400mg/l.

SILICE
(Parametro n°10 nel D.P.R. 236/88)

E’ presente nell’acqua nello stato disciolto o colloidale, i silicati possono anche derivare dai trattamenti delle acque associate ai polifosfati.
Oltre alle implicazioni patologiche a livello polmonare, sono poco studiate altre azioni biologiche della silice.

CALCIO
(Parametro n°11 nel D.P.R. 236/88)

Il calcio rappresenta il 3,28% della crosta terrestre ed è presente sotto forma di ossidi, silicati, carbonati, solfati, ecc.
Il fabbisogno medio giornaliero negli adulti normali è di circa 0,5-1g di calcio.
E’ il costituente fondamentale di ossa e denti, ed è indispensabile al buon funzionamento dell’apparato neuro-muscolare.
L’attività del miocardio è fortemente suscettibile alle quantità di calcio, poiché in minime dosi lo stimola, forti dosi lo deprime e eccessive dosi lo arresta.
L’importanza della presenza del calcio nelle acque potabili è descritta nel parametro “durezza totale”. Il suo valore guida è stabilito a 100mg/l

MAGNESIO
(Parametro n°11 nel D.P.R. 236/88)

Il magnesio rappresenta l’1,85% della crosta terrestre e lo si trova sotto forma di silicati, ossidi, carbonati, cloruri, ecc.
Il fabbisogno medio per un adulto normale è di circa 0,5-1g al giorno.
Insieme al calcio e al fosforo la maggior parte del magnesio è fissato nel tessuto osseo, è indispensabile per attività del cervello nervi e muscoli.
L’importanza della presenza del calcio nelle acque potabili è descritta nel parametro “durezza totale”. Il magnesio, in presenza di solfati può essere causa di irritazioni gastrointestinali; il solfato di magnesio, ad allevate concentrazioni ha un effetto deprimente sul sistema nervoso centrale. Il suo valore guida è stabilito a 30mg/l, e la concentrazione massima ammissibile è di 50mg/l.

SODIO
(Parametro n°13 nel D.P.R. 236/88)

Presente in numerosi minerali, specie nel salgemma (cloruro di sodio), il sodio e i suoi sali sono impiegati in innumerevoli utilizzi.
Gli addolcitori possono causare un aumento di sodio nelle acque.
l’ingestione di forti dosi di sodio causa ipertensione in soggetti predisposti, e sembra anche che acque contenenti moderate concentrazioni di sodio (100mg/l) siano causa di aumento della pressione arteriosa nei ragazzi. Il sodio, già a concentrazioni di 200mg/l modifica il spore dell’acqua potabile.
L’O.M.S. pone il sodio tra i costituenti minerali importanti sul piano sanitario e tra quelli che possono modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile.
Il valore guida non viene fissato sulla base dei rischi per la salute in quanto non vi è nessun argomento sufficiente per fissarne un limite; i valori riportati nella tabella si riferiscono alla sua proprietà di modificare la qualità organolettica dell’ acqua potabile.

POTASSIO
(Parametro n°14 nel D.P.R. 236/88)

Il potassio rappresenta il 2,41% della crosta terrestre.
Il fabbisogno per un adulto medio è di circa 2-4g al giorno.
E’ un importante costituente delle cellule.
Il D.P.R. 236 non è conforme alla direttiva CEE 80-778 per quanto riguarda il parametro potassio. La normativa italiana, infatti, prevede solo un valore guida 10mg/l (uguale a quello CEE) e non menziona la concentrazione massima ammissibile che, nella direttiva CEE è pari a 12mg/l. 

ALLUMINIO
(Parametro n°15 nel D.P.R. 236/88)

Elemento chimico abbondante nella crosta terrestre raramente presente nelle acque. I composti dell’alluminio sono utilizzati abbondantemente negli impianti di potabilizzazione delle acque ed è per questo che si riscontrano tracce di alluminio come gli idrossidi sottoforma di particelle sospese. Concentrazioni di alluminio superiori a 1mg/l conferiscono all’acqua un colore particolare, ma non sembra che l’alluminio ingerito sia tossico per l’uomo ( solo esposizioni ad alte concentrazioni di polveri di alluminio possono causare fibromi polmonari ed encefalopatia).

L’O.M.S. pone parametro alluminio tra i costituenti chimici suscettibili di modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile raccomandandone un valore guida di 0,2mg/l.

DUREZZA TOTALE

(Parametro n°16 tab. B e n°1 tab. F nel D.P.R. 236/88)

Indica convenzionalmente la concentrazione totale dei sali di calcio e di magnesio, considerando del tutto trascurabili i restanti cationi presenti nell’acqua.

Questo parametro è stato oggetto di critica tra il legislatore e i produttori di apparecchiature per l’addolcimento i quali sostenevano l’infondatezza della durezza minima prevista, mentre esaltavano nei confronti dell’uomo e delle apparecchiature domestiche, i vantaggi di un acqua completamente addolcita. Sulla base di approfondimenti scientifici è stata riconosciuta l’esigenza, per la salute, di porre un valore minimo di durezza totale (vedi tabella F D.P.R. 236/88)
Ad una durezza totale bassa, corrisponde una maggior frequenza di malattie cardiovascolari, mentre, in caso di una elevata durezza (1250mg/l di bicarbonato di calcio) si verifica un incremento di casi di urolitiasi.
L’O.M.S. ammettendo che esista un rapporto inversamente proporzionale tra durezza dell’acqua e mortalità per malattie cardiovascolari, afferma che non esistono prove della pericolosità dell’acqua dura sulla salute.
Generalmente la durezza dell’acqua è dovuta alla presenza di calcio: le acque sono dure soprattutto quando attraversano formazioni calcaree e ne deriva che le acque sotterranee sono in genere più dure di quelle superficiali.
Una durezza superiore ai 200mg/l può essere la causa di incrostazioni nelle condutture e negli utensili da cucina in oltre di un spreco maggiore di detersivi. All’aumentare della temperature le acque dure (oltre 200mg/l) tendono a depositare incrostazioni calcaree, le acque con durezza inferiore a 100mg/l sono corrosive.
L’O.C.S.E. afferma che l’acqua addolcita non deve essere utilizzata per il consumo umano in quanto può divenire pericolosa per la salute dell’uomo.
Inoltre un eccessivo addolcimento può aumentare il rilascio da parte delle condotte di metalli pericolosi come il cadmio e il piombo.

RESIDUO FISSO A 180°C
(Parametro n°17 nel D.P.R. 236/88)

Indica tutti i sali minerali disciolti nell’acqua: calcio,magnesio,sodio, bicarbonati, cloruri, solfati. Questi sali influiscono sul sapore, la durezza, le proprietà corrosive e la tendenza all’incrostazione. L’O.M.S. pone il parametro secco a 180°C tra i costituenti chimici che modificano la qualità organolettica dell’acqua potabile, e ne raccomanda un valore indicativo di 1000mg/l.

Acque potabili a basso contenuto salino (inferiore a 300 mg/l) non solo possono essere corrosive per tubazioni e caldaie, ma anche biologicamente dannose per i consumatori ( specie per i bambini) in quanto demineralizzanti.
Acque potabili ad alto contenuto salino (superiore a 1000-1500mg/l), invece, possono risultare dure e incrostanti nonché di difficile digestione.

OSSIGENO DISCIOLTO
(Parametro n°36 nel D.Lgs 152/99 e tab. B n°18 nel D.P.R. 236/88 e tab. F n°4)

L’ossigeno è un gas che costituisce il 20,9% dell’aria e per questa ragione tutte le acque superficiali a seguito del contatto con l’atmosfera lo contengono disciolto in quantità variabili, in funzione della temperatura, della pressione barometrica e della salinità dell’acqua.
L’ossigeno disciolto nelle acque condottate prende parte alle reazioni di ossido riduzione con il ferro, il manganese, il rame, e anche con i composti contenenti azoto o zolfo.
L’O.M.S. colloca il parametro ossigeno disciolto tra i costituenti chimici suscettibili di modificare la qualità organolettica dell’acqua potabile; non fornisce un valore guida in quanto la concentrazione ammissibile dipende anche dai vari costituenti presenti nell’acqua, ma consiglia di mantenere detto parametro il più possibile vicino alla saturazione.

ANIDRIDE CARBONICA LIBERA
(Parametro n°19 nel D.P.R. 236/88)

Il biossido di carbonio (l’anidride carbonica) è un gas inodore e incolore, presente nell’acqua allo stato di gas o nella forma ionizzata ( come ione HCO-3 o bicarbonato).
La sua concentrazione è variabile poiché è condizionata dal contatto diretto con l’atmosfera (nel caso delle acque superficiali e meteoritiche), o per decomposizione della sostanza organica contenuta nell’acqua stessa, o anche per cause telluriche.
La capacità corrosiva dell’acqua è dipendente dallo stato fisico dell’anidride carbonica disciolta, se predomina l’anidride carbonica libera (gas), l’acqua risulterà aggressiva, se predomina la forma bicarbonatica, l’acqua risulterà incrostante e tenderà a formare uno strato di bicarbonato di calcio sul materiale con il quale si troverà a contatto.
Quando c’è un equilibrio tra anidride carbonica libera e bicarbonato, l’acqua è stabile.
L’elemento della corrosività viene preso in considerazione perché influenza direttamente la scelta dei materiali impiegati per la costruzioni degli impianti di approvvigionamento e distribuzione idrica, e la corrosione chimica può essere inoltre la premessa della corrosione batterica realizzata dai ferro-batteri e dai batteri solfato-riduttori.

Informazioni aggiuntive